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::La Tecnica del Marmorino ed il restauro artistico ed architettonico  

Che cosa è il marmorino: in quest'epoca caratterizzata da ritmi di vita frenetici, dalla cultura del fare nel minor tempo possibile e da un'industrializzazione avanzata sembra essersi perso il gusto per quei gesti antichi e semplici di una volta. In particolare nel restauro architettonico ed artistico è importante preservare tecnica e tradizione a favore di interventi consapevoli e non invasivi.

Marmorino rifacimento decoroRestauro artistico : marmorino rifacimento decoroReastauro Architettonico: marmorino rifacimento decoro.


Sposto la riflessione a quello che poi sarà l'argomento vero e proprio di questo articolo, a quella realtà parallela di chi usa ancora le proprie mani per “fare”, di chi sceglie sapientemente le materie prime, di chi conosce e rispetta i tempi di preparazione di un prodotto che da secoli entra nelle nostre abitazioni: lo stucco.
Quella dello stucco è una tecnica antichissima e chi la conosce, ormai, è davvero una cerchia ristretta di operatori. Il diffondersi di prodotti pronti all'uso e premiscelati, di confezioni di pre-finito e “fai da te” ha aggravato la situazione, con la complicità della diminuita sensibilità storico-artistica e del basso profilo economico.



::La tecnica del Marmorino e il restauro artistico - architettonico

In linea generale lo stucco è costituito da un impasto di calce spenta ed inerti di varia granulometria in base alla destinazione d'uso.

In linea generale lo stucco è costituito da un impasto di calce spenta ed inerti di varia granulometria in base alla destinazione d'uso. Un Artigiano stuccatore sa quali materie prime non impiegare se una superficie è particolarmente umida come cucine o stanze da bagno e sceglie un inerte che conferisce all'impasto proprietà idrauliche e fortemente traspiranti. La pratica è piena di esempi di interventi inappropriati in cui intonaci di malta e gesso sono stati applicati a superfici esterne con la conseguenza di un rapido ammaloramento. Lo stucco può essere utilizzato in svariati modi per le sue caratteristiche “plastiche”: come lisciatura murale o per realizzare rilievi; come elemento strutturale e decorativo quando costituisce pilastri, lesene o archi, cornici; come intonaco poi prontamente affrescato a colori vivaci; come finitura di una parete con la tecnica del “MARMORINO”,ecc.
Immaginare lo stucco solo come un impasto bianco sarebbe errato visto che può essere facilmente colorato con pigmenti naturali in polvere assumendo le colorazioni che più si intonano al contesto in cui viene collocato: con la tecnica del marmorino è possibile addirittura creare superfici ad imitazione del marmo, riproponendo tonalità e venature proprie della pietra vera. Per la caratteristica proprietà di lasciar traspirare l'intonaco pur in condizioni di estrema criticità, il marmorino trovò la sua culla nella città di Venezia, dove la forte umidità da risalita creava non pochi problemi all'edilizia abitativa oltre che a quella monumentale. L'efficacia di questo tipo di finitura ha permesso a gran parte del patrimonio artistico lagunare di resistere fino ai nostri giorni pressoché intatto, grazie anche all'intervento di restauro delle poche maestranze disponibili nel settore.

Marmorino esempio di restauro architettonico


Nella tecnica antica dello stucco veneziano, o marmorino, la calce utilizzata deve essere invecchiata prima di essere commista agli altri ingredienti... si parla di una stagionatura, dal momento in cui viene “spenta”, che va dai 3-6 mesi all'anno, ma gli antichi maestri parlano addirittura di ben 3 anni: non è affatto semplice reperire in commercio della materia prima con queste peculiarità. Una scelta diversa, cioè quella di una calce fresca, comporterebbe la presenza di grumi che potrebbero scoppiare durante la stesura compromettendo il risultato. Un abile stuccatore sa che l'intonaco di sostegno riveste grande importanza per la perfetta riuscita di questo intervento e conosce i diversi tipi di calce da utilizzare. La tradizione insegna che si deve applicare il primo strato (RINZAFFO) di impasto a base di calce, unita a sabbia ed inerti a grana grossa o mista; questo tipo di calce non è né viva né spenta ma bensì una calce idraulica naturale priva di sali idrosolubili che si ottiene dalla frantumazione e cottura della pietra di silice ed argilla. Questo tipo di calce essendo naturalmente "idraulica" conferisce all'intonaco di far presa anche in presenza di forte umidità o addirittura acqua garantendo la traspiratezza necessaria in luoghi umidi. Successivamente si devono stendere 2/3 strati (ARRICCIO) del medesimo impasto avendo cura di attendere la completa asciugatura dopo ogni strato. L'intonaco così ottenuto avrà uno spessore di circa 3/4 cm e sarà ruvido ma al contempo perfettamente spianato. E' importante che la superficie ottenuta sia granulosa ma diritta al fine di consentire un'ottima adesione al successivo strato di riempimento: l'intonaco civile. Questa volta l'impasto è a base di calce spenta e sabbia fina: la prima mano viene stesa in un senso e quella successiva in quello opposto avendo cura di eseguire precisi movimenti per premere bene l'intonaco ed evitare che si crepi.
La superficie, a questo punto, è ancora ruvida e tanto ricca di calce quanto la finitura a marmorino che si applicherà a breve e che si compenetrerà ad essa facendo un corpo unico. E' soprattutto in questa fase che entrano in gioco l'abilità dell'artigiano e la sua esperienza. Stabiliti i rapporti relativi ai componenti dell'impasto grazie a prove e campionature, segue una serie di operazioni di setacciatura della calce e della polvere di marmo che vengono così miscelate con acqua; nel caso ci fosse l'esigenza di colorare parte dell'impasto egli si sarà preoccupato di preparare il pigmento alcune ore prima e procederà all'aggiunta dopo aver filtrato anche questa soluzione (colorante naturale e acqua): le indicazioni valgono per ogni colore di marmorino che intende ottenere. Lo spessore della pelle di finitura può variare dal tipo di inerte che si utilizza: normalmente si parte con il primo strato più spesso che potrebbe essere costituito da sabbia di fiume setacciata e polvere di marmo; lo strato successivo potrebbe essere di sola polvere di marmo e l'ultimo di polvere di marmo impalpabile. Tutti questi passaggi sono fresco su fresco lavorando così a giornata proprio come si lavora l'affresco. L'abilità dell'operatore sta anche nella scelta degli inerti da utilizzare, come il "coccio pesto" (mattone frantumato da colore rossiccio) utilizzato a Venezia, che riesce a garantire traspiratezza e idraulicità
Pazienza e scrupolosità contraddistingue lo stuccatore abile poiché il tutto dovrà essere nuovamente setacciato per omogeneizzare il colore nell'impasto; da questa fase in poi si procede alla stesura di ben 3 strati di marmorino per un totale di circa 0,5 cm , variando ogni volta la proporzione tra gli ingredienti.
In totale saranno stati applicati 7 mani di intonaci diversi per uno spessore di 2 cm.

 


:. Il restauro artistico e architettonico: l'operatore professionale

Lo stucco veneziano, come già accennato, può essere decorato ad imitazione del marmo o utilizzato per altorilievi e bassorilievi, cornici e riquadrature nonchè graffiti; trova ideale collocazione nelle case d'epoca ma certamente dona un tocco di stile particolare anche in ambienti moderni grazie alla sua versatilità.
Un risultato qualitativamente ed esteticamente perfetto sarà possibile solo grazie all'intervento di uno stuccatore qualificato, che documenti la propria esperienza, che garantisca per i materiali impiegati e per i procedimenti seguiti soprattutto nel rispetto di una tradizione antica che ad oggi conosce davvero pochi testimoni e che merita di essere recuperata e salvaguardata . Orlando Lastrico.

Per informazioni aggiuntive: CreArte www.crearte.info vai al sito crearte

 

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