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::. Bioedilizia & bioarchitettura, principi fondamentali.  

 

Bioedilizia & bioarchitettura

La bioedilizia – dove costruire

Le caratteristiche ambientali ed energetiche del luogo dove si andrà a costruire sono imprescindibili nella corretta edificazione di un immobile. Tutti sanno quanto importante sia per un appartamento l’esposizione a “sud-ovest” che permette di godere del benefico effetto dei raggi solari sia in termini di risparmio energetico (dovuto ad una maggiore rendita termica invernale) che di beneficio legato alla luminosità degli ambienti.

Ma non si tratta della semplice esposizione a sud (tanto raccomandata da agenti immobiliari, costruttori ed addetti del settore). In realtà si tratta di verificare attentamente le caratteristiche ambientali ed energetiche in modo da analizzare benefici e inconvenienti nella corretta collocazione di ogni edificio. Conoscere la corretta esposizione ai raggio solari, la prevalente direzione dei venti e delle correnti d’aria, l’andamento delle precipitazioni permette di prevedere con il giusto anticipo le variabili a cui l’edificio sarà sottoposto nel corso dell’anno.

Lo scopo principale è quindi quello di permettere il massimo accumulo in inverno limitando logicamente il surriscaldamento estivo.

torre rinascimentale in pietra localeIl check up iniziale prevede poi l’analisi della situazione geologica volta ad individuare le caratteristiche del terreno su cui si costruisce, stabilendo anche la presenza di umidità o, problema non da poco, la presenza di gas naturali (ma altamente nocivi) come il radon.

In ogni caso è sempre consigliabile scegliere terreni non altamente impermeabili, e quindi ricchi sabbia, ghiaia, calcarei arenarci e/o rocciosi. La scienza che studi tutti queste variabili si definisce “geobiologia”, ovvero lo studio lo studio dell’influenza dell’ambiente su tutto ciò che è vivente, fornendo indicazioni sul luogo abitato e gli influssi terrestri conseguenti, arrivando ad analizzare anche fattori ben diversi da quelli comunemente conosciuti come irraggiamento cosmico.

In particolare la geobiologia nasce ad inizio secolo grazie agli studi fatti da medici che individuarono una stretta correlazione tra alcune patologie e l’influenza elettromagnetica sul corpo umano (tra i quali gli studi sulla rete elettromagnetica di Ernst Hartmann).

L’edificio: forma e collocamento nel contesto dell'area prescelta

Uno dei principi basici della bioedilizia è che la forma dell’edificio deve garantire un adeguata esposizione all’irradiazione solare. Per questo è sempre consigliabile optare per forme regolari, che non abbiano rientranze o sporgenze particolari.

E’ poi consigliabile individuare l’area di massima esposizione solare durante le ore diurne esponendo la maggiore superficie a sud – ovest ( con esposizione ad ovest si usufruisce della radiazione solare pomeridiana), ovvero garantendo una buona irradiazione e al contempo prevedere in quella zona gli spazi maggiormente abitati.

Inoltre è sempre meglio minimizzare la quantità di muro sul lato nord, magari in fase di progettazione o addirittura ammassando parte della terra sulle superfici del muro esposte in tale direzione. In tale modo diminuirà l’ombra proiettata dalle pareti a nord favorendo una migliore climatizzazione.

Gli ambienti quindi dove si svolge la maggior attività abitativa dovrebbero essere sempre esposti a sud, sud-est o sud-ovest mentre tutti gli spazi che hanno meno bisogno di riscaldamento e illuminazione a nord (ripostigli, lavanderie, garage…) La zona a giorno è auspicabile a sud – ovest, la massime aperture dell’edificio a sud le minime a nord.

Il Radon, lo scavo e i rischi connessi.

Il Radon è un gas radioattivo naturale prodotto dal decadimento dell’uranio contenuto nella crosta terrestre. Il gas Radon, presente nel terreno e nelle rocce, fuoriuscendo naturalmente si mescola con l’aria e sale in superficie dov’ è diluito nell’atmosfera senza produrre alcun effetto o danno. Le problematiche legate al radon sono in genere legate alla sua penetrazione in ambienti chiusi, non ereati, ove si deposita per accumulo. La principale fonte di immissione di radon nell’ambiente è il suolo ed è in particolare presente nel nel tufo, nel laterizio e nei graniti (terreni di origine vulcanica).

Una zona quindi ben areata posta al disotto del solaio, oltre a prevenire la fastidiosa risalita dell’umidità, permette di evitare almeno in parte il radon comunque pericoloso in presenza di fratture, crepe o fessure lungo le pareti che permettano l’accumulo in locali superiori (per maggiori informazioni amanviterbo.org).

In Italia le aree particolarmente a rischio sono la Campania, l’alto Lazio e l’Umbria, Un consiglio quindi essenziale, oltre alla ventilazione periodica dei locali, è la verifica delle strutture dell’edificio al fine di impedire la risalita nei locali comunemente adibiti ad uso abitativo. Inoltre, da non sottovalutare, è la possibile presenza del radon anche nei materiali utilizzati per la costruzione provenienti da lavorazioni industriali.


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